Johannes Brahms, Klarinettenquintett op. 115
Urtext, a cura di Andrea Massimo Grassi
G. Henle Verlag, München, 2000
Clarinettista, studioso del testo musicale, docente all’Accademia Teatro alla Scala.
Foto: Silvia RasuloFoto: Marilena Carrozza
Concerti, seminari-concerto, masterclass e lezioni.
Roma, Accademia Nazionale di Danza, Dottorato in Discipline performative (XL ciclo)
Danzare su Bach, Schubert e Brahms: come la musica può ispirare una coreografia
Seminario-concerto
Gallarate (VA), Conservatorio ‘Puccini’
Come la conoscenza dei manoscritti può indirizzare l’interpretazione musicale
Seminario e laboratorio di musica da camera
Novara, Conservatorio ‘Cantelli’, Festival di Musica da camera
Come la conoscenza dei manoscritti può indirizzare l’interpretazione musicale
Seminario e masterclass
Brescia, Conservatorio ‘Marenzio’, Dottorato in Discipline performative (XL ciclo)
Come la conoscenza dei manoscritti può indirizzare l’interpretazione musicale
Seminario-concerto
Messina, Conservatorio ‘A. Corelli’
Laboratorio di interpretazione musicale sulla musica da camera di Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann e Brahms
Seminari e masterclass
Cetraro (CS), 2° Campus Internazionale sulla Pratica e Ricerca Artistica Musicale
Come la conoscenza degli autografi può indirizzare l’interpretazione musicale: il caso delle Sonate op. 120 di Brahms
Seminario-concerto
Dieci anni sulle fonti delle opere per clarinetto di Brahms, in un’edizione e in un libro.
Urtext, a cura di Andrea Massimo Grassi
G. Henle Verlag, München, 2000
La genesi e il testo delle opere per clarinetto di Johannes Brahms
Edizioni ETS, Pisa, 2006
J. Brahms, Quintetto op. 115 — I. Allegro (estratto)
Andrea Massimo Grassi, clarinetto; Ulrike-Anima Mathé, Kjell Arne Jörgensen, violini; Karin Wolf, viola; Michael Flaksman, violoncello
Registrazione dal vivo
Immagine: Teatro alla Scala, 2023. Foto: Andrea Cipolla
«Il clarinettista, in abito di scena, si lascia risucchiare dal suono del suo strumento, lo segue con tutto il corpo, con grande concentrazione emotiva. Il candore con cui ammette di amare il Trio op. 114 è tutto sul suo viso … al cospetto della musica che risuona nitida e perfetta, tutto si ridimensiona e si relativizza»
Avvenire, 3 marzo 1993
Due racconti, scritti da Andrea Massimo Grassi, e le fotografie che li accompagnano. Non parlano di musica, ma arrivano sempre lì: a sedici anni, su un ghiacciaio, la paura era di non poter più suonare; più tardi, ufficiale di cavalleria, con il primo stipendio comprava dischi.
Montagna
Settembre 1977. A sedici anni, con il cugino Stefano, un bivacco forzato a oltre 4.000 metri sul ghiacciaio del Lys, nel gruppo del Monte Rosa, senza tenda né sacco a pelo. La notte più lunga, il cielo più stellato, e la paura di perdere le mani.
Radici
1988–89. Il servizio militare come sottotenente di cavalleria nei Lancieri di Novara, a Codroipo, con la sciabola del padre sotto il braccio. Un anno raccontato con ironia, che diventa un viaggio nelle vicende familiari — i nonni nella Prima guerra mondiale, il padre ufficiale di artiglieria alpina nella Seconda — e si chiude con un motto di vita.
Per concerti, seminari-concerto, masterclass, collaborazioni editoriali e richieste della stampa.
Questo sito usa cookie tecnici e, con il tuo consenso, contenuti di terze parti come i video di YouTube. Cookie Policy